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Trevi
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mwhgTrevi è un mwhwcomune italiano di mwia7 967 abitanticite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-1-1[1] della mwjqprovincia di Perugia in mwjgUmbria.
Fa parte del circuito de mwkaI borghi più belli d'Italia.
Contents
• Storia
• Simboli
• Società
• Cultura
• Frazioni
• Economia
• Sport
• Note
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Geografia fisica
Trevi è sovrastato da due monti dell'mwmqAppennino umbro-marchigiano: il Monte Brunette (1422 m) e il mwmwMonte Serano (1429 m). Geologicamente sono costituiti da mwnarocce sedimentarie per lo più mwnqcalcaree di origine marina; le più antiche risalgono a 180 milioni di anni fa, unità mwnglitostratigrafica della "Corniola". È stato oggetto di studio il "mwnwRosso Ammonitico", nel campo della mwoapaleontologia; tale unità è per altro ben conosciuta nell'area umbro-marchigiana; affiora diffusamente presso l'abitato di Pettino fino alle pendici nord di M. Brunette. Ha dato l'esemplare tipo di mwoqmwogPraerycites. Tra i molti esemplari di ammoniti trovati occasionalmente lungo i tagli stradali e i piccoli corsi d'acqua è degno di nota un grande esemplare di mwowRarenodia planulata. Il suo diametro è oltre 40mwpq cm ed è stato figurato in questa voce.
Il territorio del comune si estende dal fondovalle (210 mwpwm mwqas.l.m.) ai monti sopra citati, e si può equamente ripartire in tre zone distinte di pianura, collina e montagna, ricoperte da vegetazione altrettanto differenziata. In pianura, i terreni irrigati da numerosi corsi d'acqua, anticamente occupati in gran parte dal "lacus Clitorius", si prestano alla semina di specie annuali. La collina, di calcare alcalino "sciolto" e quindi drenante, è ideale per la coltivazione intensiva dell'mwqgolivo. La montagna infine è ricoperta di boschi, in massima parte cedui, e prati.
Fiumi e canali, tutti di modesta portata, scorrono in direzione Sudmwra – Nord e confluiscono in un unico collettore nei pressi di mwrqBevagna. Il loro corso è il risultato di secolari opere di bonifica, documentate già dal tempo del re mwrgTeodorico (mwrwVI secolo) e protrattesi fino ai giorni nostri, quando fu costruita la diga per regolamentare le mwsaacque meteoriche del torrente Marroggia, che era soggetto a frequenti e disastrose esondazioni.
• mwtwClassificazione climatica: zona E, 2208 GR/G.
• mwuqClassificazione sismica: zona 1 (sismicità alta).
Storia
mwwaPlinio il Vecchio la classifica come una città degli mwwqUmbri, e il nome latino mwwgmwwwTrebiae potrebbe derivare dalla radice umbra mwxatreb-, componente delle parole che in quella antica lingua indicavano casa, costruzione, costruire. La sua esistenza, prima della dominazione romana, è testimoniata anche dalla "stele di Bovara", con iscrizione arcaica, rinvenuta di recente, ma nel suo territorio stanziarono civiltà mwxqpreistoriche, come attestano ritrovamenti del mwxgpaleolitico.
Acquistò una certa rilevanza a partire dal III secolo a.C., con il passaggio della Via Flaminia e il processo di romanizzazione. Scavi passati e recenti hanno confermato la presenza dell'mwyainsediamento romano in località Pietrarossa, lungo la Flaminia e il corso del fiume Clitunno, allora navigabile. Lì sterri settecenteschi portarono alla luce un edificio pubblico monumentale, mentre indagini tuttora in corso stanno portando alla luce una splendida mwyqdomus con ambienti mosaicati e fasi di vita tra l'epoca repubblicana e la mwygtarda antichità.cite-ref-4[4]cite-ref-5[5] Altri studi, invece, hanno puntato a identificare la prima cerchia di mura della città attuale, ancora visibile in larga parte, come parte di un'arce fortificata del mwawI secolo a.C.cite-ref-6[6], datata da altri autori alla tarda Antichità o all'alto Medioevo.cite-ref-7[7] Gli scavi archeologici della suddetta domus stanno anche confermando l'importanza del Fiume mwdaClitunno, allora navigabile, per l'economia della zona in epoca romana, laddove la piccola mwdqTrebiae doveva svolgere la funzione di porto fluviale essenziale per il sistema di ville rustiche che sorgevano lungo gli spalti collinari.cite-ref-8[8] Alcune di queste sono state identificate grazie a scoperte fortuite o ricerche di superficie nei pressi delle località di Bovara, Manciano, Parrano-Borgo Trevi, Torre Matigge (Malviano) e Coste (Pelano).cite-ref-9[9] Fu sede vescovile almeno a partire dal V secolo, venendo assorbita da quella di Spoleto intorno al VI secolo.cite-ref-10[10] L'antica cattedrale è stata recentemente ipotizzata coincidere con l'attuale chiesa di S. Maria di Pietrarossa, sorta al di sopra di un edificio pubblico di età romana, probabilmente inserito nel Foro di mwggmwgwTrebiae.cite-ref-11[11]
Il declino dell'insediamento romano in valle avvenne in un lungo periodo, compreso tra il V e il VII secolo. Oltre all'instabilità militare, ulteriori fattori che portarono all'abbandono del sito dovettero essere il processo di impaludamento della mwiqValle Umbra, nonché la fine della navigabilità del sistema fluviale Clitunno-Teverone-Tevere fino a Roma nel corso del V secolo.cite-ref-12[12]
Nel frattempo, dati archeologici confermano l'esistenza dell'insediamento collinare ove sorge la città oggigiorno, probabilmente sorto per ragioni difensive durante la tarda Antichitàcite-ref-13[13]
Con il dominio dei mwlaLongobardi, Trevi rientrò all'interno del mwlqducato di Spoleto, comparendo ancora come mwlggastaldo in documenti di fine XI-XII secolo.cite-ref-14[14] Agli inizi del mwmwXIII secolo si costituì in libero comune, rifiutando di sottomettersi a quello di mwnaSpoleto; fatto per il quale la cittadina venne assediata e distrutta (1214).cite-ref-15[15] Successivamente dovette allearsi con mwoqPerugia in modo da resistere alle aggressioni delle più grandi comunità vicine.cite-ref-16[16] Subì un ulteriore rovinoso sacco nel 1353, per opera dei soldati di Fra Monreale d'Alberno, a seguito del quale vide potenziate le sue difese tramite torri, steccati e uno stagno difensivo.cite-ref-17[17] Solo nel mwqg1389 riuscì ad ottenere il libero governo su concessione papale. Subì il dominio di vari capitani e, segnatamente, il funesto vicariato dei mwqwTrinci di mwraFoligno fino al mwrq1438 quando, tornata al diretto dominio della mwrgChiesa sotto la legazione di Perugia, seguì le sorti dello mwrwStato Pontificio fino all'unificazione italiana. Nel mwsa1784, da mwsqPio VI, fu reintegrata al titolo di città.
Simboli
Lo stemma di Trevi, di origine medioevale, reca una torre merlata alla guelfa, a tre palchi, finestrata, aperta. Il gonfalone comunale, pure di antica origine, si presenta partito di rosso e di verde, con al centro l'arme della città con l'iscrizione “Comune di Trevi”.cite-ref-stat-18-0[18]
Onorificenze
Trevi si fregia del titolo di Città nel quale venne reintegrata in perpetuo da papa Pio VI con la bolla mwugApostolicae Sedis del 28 Settembre 1784.cite-ref-stat-18-1[18]
Monumenti e luoghi d'interesse
Architetture religiose
• mwxwDuomo di Sant'Emiliano.
• Chiesa di San Francesco, oggi facente parte del mwyqComplesso museale di San Francesco.
• Chiesa e convento di San Martino.
• Chiesa di San Giovanni.
• Ex Chiesa di San Bartolomeo.
• Monastero di Santa Chiara.
• Monastero Di Santa Lucia.
• Santuario della Madonna delle Lacrime, con annessa casa d'accoglienza per diversamente abili (opera del Beato Bonilli) gestito dalle suore della Sacra Famiglia. Nella chiesa sono gli affreschi l'mw0qAdorazione dei Magi del mw0gPerugino e il mw0wTrasporto di Cristo al sepolcro, di mw1aGiovanni di Pietro detto "Lo Spagna".
• Abbazia mw1gbenedettina e chiesa di San Pietro in Bovara. Nei pressi è l'mw1wolivo di Sant'Emiliano, che ha più di 1700 anni.
• Chiesa romanica di Santa Maria di Pietrarossa, con precedenti fasi di epoca romana e altomedievalecite-ref-19[19].
• Santuario del mw3gBeato Pietro Bonilli in Cannaiola, dove è sepolto l'ex parroco di Cannaiola che fondò l'Istituto delle suore della Sacra Famiglia di Spoleto, oggi presenti in diversi continenti. Inizialmente la chiesa era intitolata a San Michele Arcangelo. Vi si custodiscono anche le spoglie del martire romano San Marice e la sua statua.
• Chiesa di Santo Stefano in Picciche, nella cui abside è l'affresco mw4aL'Eterno.
Edifici storici
• mw5aPalazzo Lucarini, sede del Museo d'arte contemporanea, di fronte al duomo, dei secoli XII e XIX.
• Villa Fabri dei Boemi, secolo XVII. Al piano nobile si trova una ricca decorazione ad affresco dei primi del Seicento, riconducibile alla mw5wScuola di Beuron.
• Torre comunale in Piazza Mazzini.
• Torre difensiva di Matigge
• Porta San Fabiano.
• Porta Nova.
• Porta del Cieco.
• Porta del Bruscito.
• Sentiero dell'acquedotto medievale.
Siti archeologici
Società
Evoluzione demografica
Cultura
Documenti antichissimi attestano che mwausSant'Emiliano, il primo vescovo della città, martirizzato sotto mwauwDiocleziano, fu legato ad una giovane pianta di olivo per essere decapitato. L'olivo ultramillenario, il più vecchio dell'Umbria, si può ancora ammirare, vegeto, a trecento metri dalla gloriosa abbazia mwau0benedettina di Bovara. La devozione verso Sant'Emiliano ha influenzato la cultura e la storia di Trevi. Lungo un percorso inalterato da secoli si svolge ancora, la sera del 27 gennaio, vigilia della festa del Santo, la straordinaria mwau4processione notturna detta dell'Illuminata, che è una delle manifestazioni più antiche della regione.
Attraverso vari secoli, molti trevani si sono distinti nei più alti gradi della gerarchia ecclesiastica e vari altri hanno acquistato fama di santità per le loro opere. Tra le varie case religiose hanno acquisito benemerenza particolare i benedettini dell'abbazia di Bovara, che dettero un forte impulso all'agricoltura, bonificando vaste zone della valle e sviluppando in collina la coltura dell'olivo, che con alterne fortune è coltivato in queste zone da tempi antichissimi e fornisce un olio tra i più apprezzati.
Geografia antropica
Frazioni
Borgo Trevi
Costituisce la parte più moderna del mwavqcomune. È posta alla base del colle ove sorge Trevi. Consta di molte attività commerciali, industriali e agricole, specialmente nella zona di Pietrarossa. Quest'ultima costituì il nucleo storico di Trevi dalla preistoria fino all'mwavuEpoca romana, quando la maggior parte della popolazione si trasferì in collina a causa dell'insalubrità della pianura, che stava diventando una palude. Importante dal punto di vista storico-culturale è la chiesa romanica di Santa Maria di Pietrarossa, in restauro dopo il mwavysisma del 1997.
Cannaiola
Questa frazione rappresenta la parte agricola del comune. Immersa nella pianura, si presenta come un paese circondato dai campi. Rilevante è la produzione agricola, specialmente del grano e del sedano. In luglio infatti proprio a Cannaiola ha luogo la mwavkRievocazione Storica della Trebbiatura. Notevole è l'opera del beato don mwavoPietro Bonilli, già parroco del paese e fondatore della congregazione delle mwavssuore della Sacra Famiglia per l'assistenza alle ragazze cieche e sordomute, al quale è dedicato il santuario sito a Cannaiola. L'istituto, diretto dallo stesso Bonilli, fu fondato il 7 maggio 1893; il 5 dicembre 1898 venne trasferito a Spoleto, in via Quinto Settano 13, e fu denominato mwavwIstituto Nazzareno per cieche e sordomute Spoleto.cite-ref-21[21]
Bovara
La frazione consta di più centri abitativi, dislocati tra la zona collinare e la zona in pianura. Importante è la Chiesa di mwawmSan Pietro, già mwawqabbazia benedettina, del mwawuXII secolo, in stile mwawyromanico. Si dice che, durante il suo viaggio per mwawcRoma, vi si sia fermato in preghiera mwawgsan Francesco. Secondo una tradizione popolare, un frate che accompagnava Francesco ebbe la visione dell'Inferno e del Paradiso mentre era in preghiera davanti a un Crocifisso. All'interno della chiesa, una cappella in stile baroccheggiante ospita un Crocifisso in dimensioni reali a cui la popolazione attribuisce diversi miracoli, tra cui quello di aver fatto piovere dopo più di un anno di siccità. In ricordo di ciò ogni 5 anni, nel mese di maggio, il Cristo del crocifisso viene calato dalla croce, adagiato in una sorta di lettino e portato in processione. Ogni 25 anni si percorre un lungo tragitto con la statua del mwawkCristo, sino al capoluogo comunale.
Nella frazione è stata rinvenuta una stele con un'iscrizione in umbro antico. È possibile ammirare l'ulivo millenario (di 1700 anni all'incirca) al quale fu legato mwawwsant'Emiliano, patrono della città e del comune di Trevi, per essere martirizzato dai romani. Tale ulivo, il più vecchio in mwaw0Umbria, è l'unico sopravvissuto alle mwaw4galaverne, o gelate, che si sono succedute negli anni (l'ultima negli anni cinquanta del '900) e che hanno ucciso tutte le piante d'ulivo della zona.
Matigge
Spesso indicata con l'appellativo di Torre Matigge (dalla caratteristica Torre, appunto), la frazione si estende dalla zona in pianura fino a mezza costa, dove lascia il posto al frazionamento comunale Santa Maria in Valle-Collecchio. È attraversata dalla S.S. Flaminia, lungo la quale si sono sviluppate molte attività artigianali e commerciali (come il Centro Commerciale mwaywPiazza Umbra). Di notevole importanza storica è la torre che spicca lungo la via Flaminia: sembra sia stata costruita in epoca medievale quando Trevi era alleata con mway0Foligno. La torre era un bastione difensivo ai margini dell'allora esteso territorio comunale trevano, che comprendeva alcune attuali frazioni di mway4Montefalco e l'attuale comune di mway8Sellano. In caso di pericolo, il guardiano della torre suonava una campana. La torre è simile a quella che si trova in Piazza del Comune o Piazza Mazzini al centro di Trevi, anch'essa a pianta quadrangolare e munita di campana.
Coste
Frazione montana costituita da due centri abitativi: Coste e Coste San Paolo. Gli abitanti che rimangono tutto l'anno sono pochi a causa dei disagi causati dalla neve nel periodo invernale, ma in estate molti abitanti della pianura e della città si ritirano nelle ville della frazione. La sua posizione concede al viaggiatore un'amena vista sull'intera vallata. Molti sono i sentieri montani (alcuni dei quali segnalati) che si addentrano nei boschi. Lungo uno di essi è il rudere di un'antica abbazia, dove sembra che per qualche tempo si fosse ritirato il Beato Ventura. È inoltre visibile la grotta dove abitava il poeta dialettale trevano soprannominato Marchittu, che viveva con il cibo donatogli dalla popolazione in cambio di poesie in dialetto trevano.
Manciano
Frazione montana che da pochi anni ha inglobato in sé la vecchia frazione di Ponze. Luogo prediletto dai turisti per la sua posizione incantevole, è anche sede di una cava. Da notare l'abbazia romanica di Santo Stefano.
La Pigge
Denominata anche semplicemente mwazcPigge, deriva il suo nome dal latino mwazgpons lapideus in riferimento al ponte di pietra eretto dai romani lungo il corso del fiume Clitunno. La Pigge in età romana rappresentava il confine tra la zona pagana e la zona sacra delle fonti del Clitunno, ammirabili dalla costa. Poco distante, nel comune di mwazkCampello, è infatti presente il mwazoTempietto del Clitunno cantato tra gli altri dal poeta romantico inglese mwazsGeorge Byron. Nella frazione sorge, in zona "Chiesa tonda", una chiesetta a base ottagonale dedicata a mwazwSanta Maria del Ponte. Sulla zona collinare si estendono coltivazioni dell'mwaz0ulivo, uno dei prodotti tipici trevani. Notevole la mwaz4Chiesa di San Michele Arcangelo, immersa nel verde dei boschi montani, meta di una processione della popolazione di tutto il comune nel giorno di mwaz8Pentecoste. Tra gli ulivi è la mwaaaChiesa di mwaaeSan Bernardino da Siena, in puro stile mwaairomanico umbro.
Alvanischio
Qui sono presenti molti ulivi secolari in un impianto ulivicolo molto significativo. A Fondaccio di Bovara (vicino alla località) c'è un vecchio frantoio del XVIII secolo.cite-ref-22[22]
Picciche
È una frazione di pianura, situata tra mwaasCastel San Giovanni e Cannaiola. È importante per la mwaawChiesa di Santo Stefano, al cui interno, nell'abside, troviamo l'affresco dell'mwaa0Eterno e santi.
Economia
Nel mwababasso Medioevo e nel mwabeRinascimento ebbe il suo periodo migliore, caratterizzato da straordinari commerci che ne favorirono la floridezza economica (veniva chiamata "il porto secco"), testimoniata ancor oggi dai numerosi palazzi del centro storico, degni di figurare in città ben maggiori, e la crescita economica fu accompagnata da vivacissima attività culturale e sociale. Già nel mwabi1469, per favorire la circolazione di denaro fu chiamato un banchiere ebreo, tra le poche professioni alle quali erano autorizzati quegli uomini, e nonostante questo fu perseguitato ed in seguito fu eretto uno dei primissimi mwabmMonti di Pietà, seguito poi dal Monte Frumentario e varie altre istituzioni benefiche e assistenziali. L'attenzione rivolta all'elevazione culturale ebbe la massima espressione con l'istituzione del Collegio Lucarini, attivo fino all'avvento della Scuola Media Unica. Ma l'avvenimento più qualificante per la storia culturale di Trevi fu l'impianto di una protomwabutipografia già nel mwaby1470. Essa fu la prima in mwabcUmbria e la quarta d'mwabgItalia, e per il particolare contratto con cui venne istituita, si può classificare come la prima società tipografica di cui si abbia memoria in assoluto.
Altro prodotto tipico dell'agricoltura locale, che merita una menzione particolare, è il mwabosedano nero di Trevi, una coltivazione particolare che cresce su un fertilissimo fazzoletto di terra, fino a pochi secoli addietro occupato dalle acque del lago Clitorius.
A Trevi è presente l’unica cartiera della regione Umbria. Le Cartiere di Trevi SpA fin dal 1960 producono carte riciclate a base macero, cioè carte provenienti dalla raccolta differenziata.
Amministrazione
| Periodo | Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note |
|---|---|---|---|---|---|
| 4 agosto 1988 | 29 giugno 1993 | Carlo Antonini | Partito Comunista Italiano Partito Democratico della Sinistra | Sindaco | [ 23 ] |
| 30 giugno 1993 | 27 aprile 1997 | Carlo Antonini | Partito Democratico della Sinistra | Sindaco | [ 23 ] |
| 28 aprile 1997 | 29 maggio 2000 [ 24 ] | Carlo Antonini | Partito Democratico della Sinistra | Sindaco | [ 23 ] |
| 29 maggio 2000 | 13 maggio 2001 | Lucia Genga | | Vicesindaco - Sindaco f.f. | [ 23 ] |
| 14 maggio 2001 | 29 maggio 2006 | Giuliano Nalli | Centro-sinistra | Sindaco | [ 23 ] |
| 30 maggio 2006 | 16 maggio 2011 | Giuliano Nalli | Centro-sinistra | Sindaco | [ 23 ] |
| 17 maggio 2011 | 1º agosto 2011 [ 25 ] | Bernardino Sperandio | Centro-sinistra | Sindaco | [ 23 ] |
| 2 agosto 2011 | 20 dicembre 2011 | Luigi Pizzi | | Commissario prefettizio | [ 23 ] |
| 23 dicembre 2011 | 26 marzo 2012 | Carmine Valente | | Commissario prefettizio | [ 23 ] |
| 27 marzo 2012 | 27 maggio 2013 | Angelo Gallo Carrabba | | Commissario prefettizio | [ 23 ] |
| 28 maggio 2013 | 10 giugno 2018 | Bernardino Sperandio | Centro-sinistra | Sindaco | [ 23 ] |
| 11 giugno 2018 | 8 giugno 2023 | Bernardino Sperandio | Centro-sinistra | Sindaco | [ 23 ] |
| 9 giugno 2023 | in carica | Ferdinando Gemma | Centro-destra | Sindaco | [ 23 ] |
Sport
Ha sede nel comune la società di calcio A.C.D. Trevi 2013, che ha disputato campionati dilettantistici.
Note
cite-note-template-divisione-amministrativa-abitanti-11. mwagymwagcmwaggBilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su mwagkdemo.istat.it, mwagoISTAT.
cite-note-divamm-sismica-21. mwag4mwag8mwahaClassificazione sismica (mwahemwahiXLS), su mwahmrischi.protezionecivile.gov.it.
cite-note-template-divisione-amministrativa-gradi-giorno-32. mwahcmwahgmwahkTabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (mwahomwahsPDF), in mwahwciterefmwah0Leggemwah4 mwah826 agosto 1993, n. 412, allegato A, mwaiaAgenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p.mwaie 151. mwaiiURL consultato il 25 aprile 2012 mwaim(archiviato dall'mwaiqurl originale il 1º gennaio 2017).
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cite-note-1616. ↑ mwaneStefano Bordoni, mwaniIl Medioevo di Trevi. Breve storia di mille anni, 2013, pp.mwanm 76, 79.
cite-note-1717. ↑ mwancStefano Bordoni, mwangStatuto Vetustiore: Statuti, Ordinamenti e Provvedimenti Municipali della Città e del Popolo di Trevi (1432), 2019, pp.mwank 44-45.
cite-note-stat-1818. ↑ mwan8Comune di Trevi, mwaoamwaoeStatuto (mwaoimwaomPDF), art. 27 mwaoqLa città ed i segni distintivi.
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Bibliografia
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• Donatella Scortecci (a cura di), L’Area archeologica di Pietrarossa e l’antico territorio trevano. Studi e ricerche, Umbertide, 2015.
Voci correlate
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Collegamenti esterni
• Sito ufficiale, su comune.trevi.pg.it.
• citereftreccani-itTrevi, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefsapere-itTrèvi, su sapere.it, De Agostini.